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OneCyze Project – Absolute Zero | Review by Flux webzine

L’avventura del progetto OneCyze Project comincia già nel 1992, in un periodo decisamente favorevole per l’electro industrial, in cui il sampling, le voci distorte e le intricate ritmiche acide sono all’ordine del giorno per quel che riguarda il panorama post-industrial.

Sebbene lo scenario odierno sia parzialmente differente, tendente anzi verso un minimalismo di derivazione ottantiana, Absolute Zero, terza fatica del progetto tedesco, recupera, in chiave moderna, anche grazie ad una produzione estremamente cristallina, un universo che oggi sembra dimenticato e bistrattato (soprattutto sul nostro suolo), ma che in Germania continua a fare faville e a mietere progetti su progetti e album su album.

Usciti ormai da una dimensione prettamente underground, ma tenendo sempre conto della dimensione della dancefloor alternativa, i nostri arrivano, con questo terzo lavoro, a firmare il primo contratto della propria storia con EK Product, label interessata a tutto quello che, di nuovo, si muove sui terreni electro, e ci presentano una musica contraddistinta da atmosfere plumbee e sintetiche, in cui gli echi dei migliori Front line assembly non sembrano poi così lontani. Già dal titolo, il progetto gioca con l’immaginario digitale di fine millennio e con la dualità 0 / 1 del codice binario.

Non considerando le inutili intro e outro, già “Never Lose Hope” evidenzia tutte le caratteristiche del progetto: un gusto particolare per le ritmiche groovy, un incedere dal sapore punk e, allo stesso tempo, un’attenzione particolare per i refrain melodici. Ancor più rock è la granitica “Better You Know” mentre la successiva “Getting Closer To Death” è veloce e ritmata, anche questa contraddistinta da un approccio immediato di derivazione punk.

Come gocce nell’oceano, gli episodi sopra menzionati fanno da contorno a brani più lenti (in mid-tempo e non) e di matrice distopica, a tratti vicini a delle vere e proprie ballad, che fanno pensare ad un’analogia coi FLA di metà anni ’90 piuttosto che con quelli degli esordi. Il resto è (buona) ordinaria amministrazione, di ottima fattura ma di certo non rivoluzionaria.

Absolute Zero torna a far parlare l’electro sia tematicamente che musicalmente, rispolverando i problemi dell’uomo postmoderno alle soglie del nuovo millennio, primo tra tutti la spersonalizzazione dell’identità alle porte della rivoluzione digitale e del successo su larga scala di Internet. Quello dei OneCyze project è un disco per certi versi retrospettivo, che non mancherà di interessare i nostalgici di certe sonorità intricate e simbolo di un’epoca, allo stesso tempo, contraddistinta dalla paura del futuro e dall’interesse per l’ignoto.

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