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Darkmen – Living on borrowed time | Review by Vox Empirea

Il contagio electro-EBM proveniente da archetipi in stile DAF, Pouppée Fabrikk, Nitzer EBB, Front 242 e A Split Second, si è propagato efficacemente nella genetica del duo belga Darkmen, i cui rappresentanti sono Franky Deblomme (vox / lyrics / music) e Thomas Vrambout (synths / artwork). Austera vitalità, compattezza strumentale ed un inflessibile disegno vocale sono i principali componenti delle modulazioni by Darkmen, fedeli prosecutori si un sottogenere che, nonostante la continua evoluzione della scena elettronica, da anni si oppone gagliardamente e controtendenza alla velocità con la quale si avvicendano i music- trends, perdurando con inossidabile caparbietà, progredendo sotterraneamente e conservando le radici morfologiche appartenenti all’epocale suono Neue Deutsche Welle. La resa discografica dei Darkmen generò nel 2006 il cinque tracce self-published “Kampfbereit” e nel 2007 un album anch’esso autoprodotto dal titolo circostanziato, “Electronic Body Music”, in cui svettava l’ottimo remake del brano “Take It Back” rielaborato dai conterranei Ionic Vision, entrambi titolari della Machineries Of Joy, label specializzata nel settore EBM old school, attraverso la quale nel 2009 venne rilasciata ufficialmente la prima pubblicazione, l’ep “Guilty”, un otto tracce ornato dai preziosi contributi derivanti da Orange Sector, dagli stessi Ionic Vision, AD:Key e A.D.A.C. 8286. Seguì nel medesimo anno l’album correlativo, “Guilty By Association” succeduto nel 2010 dal vinile 7″ limited edition “Exhibition Series: Bronze” realizzato in combinazione con gli Ionic Vision. Propulsi dal motto “Violence is what we need, hate is what we breed”, i Darkmen sono recentemente trasmigrati dalla precedente etichetta al celeberrimo brand italiano EK Product, affidando ad esso il nuovo album in formato digipak “Living On Borrowed Time” contenente sedici episodi dalla musicalità elettronicamente astiosa, tagliente ed eccezionalmente ballabile in ogni club a tema, merito anche della brillante qualità audio riversata in tutti i singoli passaggi di questa nuova release. La strumentale “Stahlwerk 1” introduce alla tracklist oscurando con i gravi toni dei synths e rumoreggi industrial una breve scala di programming, concedendo quindi l’ingresso a “Legs Like Gold”, brano di palese tendenza EBM, contraddistinta dalla ferrea disciplina vocale di Franky sezionata da veloci comparti electro-ritmici. Leggermente più rallentata, “Scheissmusik” diffonde le perentorie modulazioni del singer ulteriormente dinamizzate da scattanti rotazioni di drum-programming che esortano a sincronizzati movimenti del corpo, mentre la seguente “Liar!” propone l’accorpamento tra formulazioni electro-industrial e la prorompenza dell’EBM più spossante, attraverso il moto super-accelerato della percussività sintetica, sequencing ed inflessibilità vocale. Il suono monodimensionale e totalmente privo di compromessi dei Darkmen si manifesta anche in “Run And Hide”, esaltando nei suoi moduli il persistente dominio di un’elettronica d’azione, dalla percussività meccanicamente ossessiva ed attorniata dalla marzialità vocale di Francky. Le aggressive replicazioni di drum-programming relative a “We Are Hard” non concedono tregua alla frenesia di un ballo in modalità high-speed intimato dagli accenti militareschi del vocalist, così come la seguente “A.C.A.B.” propaga le onde d’urto e le nevrastenìe di un’EBM cruda, intagliata a freddo dai toni rabbiosi di Francky che sfidano in velocità l’affilatezza delle percussioni. Non da meno, “No Pain, No Shame” evolve prepotentemente mediante energiche spinte ritmico- vocali la cui sinergia origina un sound elettronico asciutto e di atteggiamento battagliero, in anticipo sulla traccia successiva, “I Feel It In Me”, orientata verso ballabili soluzioni EBM-electropop dalle atmosfere tese, spietate, dettagli sottolineati in particolare dai toni malevoli percepibili nella voce di Francky. “Open Your Eyes” non si discosta in misura sensibile dalla traccia precedente offrendo un pneumatico insieme di pop sintetico addizionato all’ intransigenza dell’EBM old-school, aprendo in seguito a “Bitch!”, costruita mediante un essenziale grafico electro-percussivo dalla velocità variabile con rapide liquefazioni di programming che nel loro moto circolare inglobano tutta la letale tossicità riversata dai vocals. La seconda angolazione dell’album prevede due rielaborazioni di “Legs Like Gold” e tre relative a “We Are Hard”, trasformate da contributi esterni in autentici congegni clubby-oriented, primo tra i quali la rivisitazione di “Legs Like Gold” elaborata dai K-Bereit, alias Dominique Lallement e Frédéric Sebastien, provenienti a loro volta dai progetti francesi di ordine electro / EBM / industrial Kriegbereit e Cobalt 60, interpreti di questo remix d’assalto integrabile negli electro dj-set più agguerriti. Il power-duo tedesco dei NordarR, operativo nell’area EBM, destruttura “We Are Hard” aggiungendo al suo assetto ritmiche un più flessuose e sequencing intersecato da acidi filtraggi vocali. Si procede quindi con il successivo remix di “Legs Like Gold” affidato ai Grandchaos, progetto belga electro / EBM costituito dal front-man Tcheleskov Ivanovitch e Olivier T. recentemente scritturati dalla medesima EK Productions, nonchè autori dell’album “Rumours Of My Life”: la loro riformulazione della traccia presenta connotati fortemente indirizzati ai dancefloors, addizionando alla speditezza delle originarie bpm una più ampia spazialità elettronica con arrangiamenti ed artifici progettati appositamente per estenuanti balli collettivi. L’individual-platform francese Mechaload, circoscritta al ruolo di remixer nel panorama electro / industrial, riprocessa lo schema di una rinnovata “We Are Hard”, ora avvolta da suggestivi inserti di tastiera il cui sviluppo conduce al suo veemente insieme di drum-programming e voce imperiosa. Mr. Dupont, pseudonimo oltre il quale si cela il protagonista EBM / techno / experimental tedesco Christoph Lemke, gravitante attorno alla label Electric Tremor Dessau, ricompone strepitosamente la nuova livrea di “We Are Hard” snellendone la forma attraverso un pulsante diagramma electro-percussivo, loops, e catturanti alchimie da pista, concludendo con essa l’elenco delle tracce ascoltate in questa valida release che non mancherà di garantire rinnovata energia al grande popolo EBM. Che lo ascoltiate semplicemente, oppure lo balliate, “Living On Borrowed Time” rappresenterà per voi un’esperienza sfibrante da vivere fino all’ultimo secondo.