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AA.VV. – The Other Face Of Evil | Review by Industrial [r]evolution

by Giovanni Rossi | 16 Febbraio 2019 |


Il titolo completo di quest’opera prosegue con la dicitura “an EBM / neofolk tribute to Death SS”. E precisazione non potrebbe essere più utile ed interessante per leggere correttamente il contenuto di questo riuscitissimo tributo alla band di Steve Sylvester.

La EK Product schiera una buona serie di pezzi da novanta del suo roster per costruire un percorso di dodici tracce che si discosta dall’ortodossia della pura cover, per entrare invece nel campo dell’interpretazione. Chiaro che quando si avvicinano icone come i Death SS, il timore reverenziale e la paura di spingersi oltre potrebbe far propendere per la trasposizione fedele, ma qui gli artisti osano, e lo fanno con ottimi risultati. Helalyn Flowers, TourdeForce, Bad Sector, Vostok, Beata Beatrix solo per citare alcuni tra gli estremi di questo lavoro, hanno il coraggio ed il mestiere per iniettare nelle nere vene dei Death SS robuste dosi di neofolk, industrial, synthpop, EBM, pregne di contaminazioni e di interessanti dosi di contemporaneità. Contaminazioni che rendono il tributo adatto sia per l’ascolto più riflessivo, che per la carica energica del dancefloor. Ed è proprio in questo, a mio avviso, che risiede il tratto distintivo di “The Other Face Of Evil”: l’aver saputo rimettere mano a dei mostri sacri con un approccio moderno e contemporaneo che pur rimanendo fedele agli impianti sonori originali, va oltre la pura simmetria per dilatarsi sul complesso piano della stratificazione interpretativa.

Se mi è concessa un accento personale e senza nulla togliere ai dodici cavalieri dell’apocalisse che hanno costruito questo percorso, la carica di “Let The Sabbath Begin” ad opera dei magistrali Helalyn Flower e l’eleganza raffinata di “Panic” dei TourdeForce sono due apici lussuosi. Voglio spendere anche una parola per gli artisti che hanno profuso le loro energie riprendendo in mano i gioielli neri dei Death SS. Non voglio citare nessuno in particolare (li trovate tutti elencati in fondo a questa recensione), perchè ciò che mi preme sottolineare è l’elevatissimo livello di produzioni e arrangiamenti che denotano una professionalità ed una maturità invidiabili. I traguardi raggiunti da act che sanno esaltarsi così bene su canoni stilistici diversi non possono che far rallegrare per la vitalità di un mondo che i ragazzi di EK Product si impegnano da anni a promuovere e sostenere a livello internazionale con lampante professionalità.

Alla confezione di “The Other Face Of Evil” contribuisce lo stesso Steve Sylvester, con un intervento a livello grafico di ottima riuscita. Il tutto è poi impreziosito da un booklet interno a colori che presenta uno ad uno gli artisti coinvolti. Lasciatemi dire che essere presente tra i ringraziamenti mi riempie di orgoglio, oltre che di riconoscenza per chi ha sempre ritenuto il mio (modesto e limitato) lavoro di supporto alla scena. Un album da avere e da gustare in parallelo con i brani originali.