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AA.VV. – The Other Face Of Evil | Review by Darkroom magazine

Roberto Alessandro Filippozzi | 21.02.2019 |


Lo scorso 31 ottobre la blasonata Black Widow ha pubblicato un mastodontico tributo alla storica band horror metal fiorentina, nata in quel di Pesaro nell’ormai lontanissimo 1977 e giustamente celebrata per i suoi 40 anni di onorata carriera. Ovviamente, però, a noi di Darkroom interessa maggiormente l’altro tributo alla creatura di Steve Sylvester, ovvero quello approntato dal buon Christian Ryder dei TourdeForce per conto della EK Product, orientato verso sonorità electro e folk-oriented. È fuori discussione il fatto che le cover migliori arrivino quando a rendere omaggio sono artisti di differente estrazione rispetto al gruppo tributato, in grado di rileggere le versioni originarie nel proprio differente stile, ed è esattamente questo a rendere particolarmente appetibile il tributo in esame. Dodici nomi, in prevalenza appartenenti alla scena nazionale, rendono quindi omaggio alla lunga carriera dei Death SS, pescando più o meno equamente da tutti e nove gli album realizzati dalla band nel trentennio che va dal 1988 al 2018. Il lavoro più ‘saccheggiato’ è “Heavy Demons” del ’91: Nydhog ne riprende la title-track in una gustosa chiave danceable pronta ad infiammare le piste, e mentre Selene Riot tinge “Where Have You Gone?” di un’elettronica groovy con una buona sfuriata centrale, il meglio lo danno i Vostok, tramutando “Baphomet” in un raffinato folk/jazz da camera guidato dalla voce di Raffaella Esperti. Due i pezzi ottimamente ripresi da “Panic” del 2000: anzitutto “Let The Sabbath Begin”, ben resa in una intensa chiave electro-rock dagli Helalyn Flowers, e poi la title-track riletta dai succitati TourdeForce, già apprezzata sul loro album del 2018 “Very Industrial People” e ritmatissima, con ospite l’ottima Jenna Christensen dei Retrogramme alla voce. Ma sono molti altri i momenti memorabili di questo tributo: anzitutto la magnifica cover electro-industrial di gran classe firmata dal veterano Bad Sector per “Abnormal” (da “Humanomalies” del 2003), poi l’oscura, serpeggiante e minacciosa versione di “Baron Samedi” dei The Magik Way (da “Do What Thou Wilt” del ’97), l’ariosa interpretazione folk di “Another Life” – che qui diviene “Un’Altra Vita” con le liriche tradotte in italiano – a cura di La Pietra Lunare (da “The Seventh Seal” del 2005) e, infine, la splendida rilettura di “Kings Of Evil” firmata dai Beata Beatrix in chiave darkwave dai tratti sacrali (Da “Black Mass” dell’89). Bene anche gli altri omaggi più electro-oriented, come la sinuosa ed elegante “Dionysus” firmata dai Die Schwarzen Geister (da “Resurrection” del 2013), l’ammiccante ma solida “Zombie” a cura di IMJudas (da “…In Death Of Steve Sylvester” dell’88) e la groovy “Madness Of Love” ad opera dei Die Farben Affäre (da “Rock ‘N’ Roll Armageddon” del 2018). Tutto questo in un tributo adeguatamente variegato e, come già accennato, più intrigante rispetto a quello di estrazione metal proprio perché posto in essere da nomi che, pur apprezzando la musica e la storia dei Death SS, sono soliti cimentarsi con sonorità decisamente differenti. Con ogni probabilità i metalheads più intransigenti storceranno il naso, ma chi ha compreso la differenza tra il fare una cover con personalità e il cercare di ricopiare il più fedelmente possibile l’originale apprezzerà senz’altro.